Quando lavoravo in un negozio di informatica mi entra questo signore con un PC fisso sotto braccio.
Appena prova a parlarmi capisco subito che è sordo muto.
Io ovviamente non conoscevo il linguaggio dei segni, allora lui tira fuori un blocchetto per scrivere.
Io provo a rispondere a penna ma la mia calligrafia sembrava il tracciato di un elettrocardiogramma durante un terremoto.
Mi viene l’idea.
Lo porto davanti a un computer in esposizione, apro Word e gli faccio cenno:
“Scriviamo qui.”
Gli si illumina la faccia.
Da lì praticamente facciamo tutta la conversazione così.
Lui scrive.
Io rispondo.
Sembravamo due hacker nel 2004.
Alla fine capisco il problema:
alimentatore morto,
RAM da aumentare
e voleva pure cambiare il lettore CD con un masterizzatore.
Tra una cosa e l’altra perdiamo quasi tre quarti d’ora.
Appena il cliente esce, il titolare parte subito:
“eh ma… non va bene così: quarantacinque minuti per un cliente…”
“Eh?”
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