Gente ovunque, camerini pieni, coda alla cassa, musica che va, una signora che litiga con un manichino convinta che le stia “rubando lo specchio”. Il solito.

Sto battendo uno scontrino quando si avvicina un signore distinto, camicia stirata, capelli ordinati, ma con quello sguardo da “tra un po’ ti dico qualcosa di scomodo”.
Al seguito, la moglie. Silenziosa, sguardo basso, ma con quell’aria da “non ho idea di cosa stia per dire, ma so già che sarà imbarazzante”.

Il signore si avvicina al banco, abbassa leggermente la voce, si guarda intorno e mormora:
«Signorina… le devo dire una cosa.»

Io, abituata a tutto, rispondo sorridendo:
«Prego, mi dica pure. Come posso aiutarla?»

Lui fa un gesto vago con la mano:
«No vabbè… quando se ne vanno gli altri clienti

Io resto lì, in piedi, con mezzo scontrino in mano e già l’istinto di allinearmi i chakra.
«Non si preoccupi, davvero. Non abbiamo nulla da nascondere, può parlare liberamente.»

Si guarda ancora intorno, poi finalmente si decide.
«Ecco… la tuta che ho preso ieri… è uscita bucata.»

«Oh… mi dispiace. Ma non c’è nessun problema, può riportarla qui e la sostituiremo tranquillamente.»

A quel punto lui fa un mezzo sorriso soddisfatto e dice, quasi trionfante:
«Ah! Ma io l’ho portata!»