Un cliente entra in negozio con uno smartphone di circa 3 anni che non dà più segni di vita. Lo appoggia sul bancone e mi spiega che si è spento improvvisamente e non si è più riacceso.
Prendo il telefono per controllarlo e noto subito qualcosa di strano: sulla scocca ci sono evidenti segni di bruciatura.
“Che cosa è successo al telefono?”
“Niente. È caduto.”
Lo guardo meglio. Una semplice caduta può provocare crepe, ammaccature o danni allo schermo, ma difficilmente lascia quelle macchie.
“Dove è caduto esattamente?”
“Per terra.”
Provo a collegarlo all’alimentazione, ma non reagisce. Nessuna vibrazione, nessun simbolo sul display e nessun segnale di ricarica. Anche dalla porta del caricatore arriva un leggero odore di bruciato.
“È sicuro che sia soltanto caduto? Questi segni non sembrano causati da un urto.”
Il cliente esita per qualche secondo.
“Be’, era caduto in acqua.”
Finalmente la caduta comincia ad avere un contesto.
“E dopo che cosa ha fatto?”
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