Banca.
Nota località balneare.
Allo sportello cassa arriva un cliente di un’altra filiale, quindi non conosciuto da noi, con un assegno postale da cambiare (cosa che non si può fare, in quanto si cambiano solo alla posta).
Io cerco di essere sempre gentile con i clienti, non mi piace essere scortese, perciò, con molta calma, gli spiego che in banca quel tipo di assegno si può solo versare sul conto e non riscuotere materialmente e che, per sua fortuna, a 50 metri da noi c’è proprio un ufficio postale.
Il cliente sbatte i pugni sul banco, insistendo che dieci anni prima c’era un direttore che glieli cambiava sempre e che sono io a non volerlo fare.
Gli spiego che la normativa è cambiata e bla bla bla, ma lui nel frattempo si alza e reclama davanti a tutti i clienti la direttrice.
La direttrice, una donna molto schietta e anche piuttosto nervosa, lo manda tranquillamente a quel paese.
La scena si conclude col cliente che sbatte la porta di vetro urlando che è meglio se noi donne restiamo a casa a cucinare e che sì, andrà alla posta, perché loro “SÌ CHE LAVORANO E CAMBIANO GLI ASSEGNI!”