Io e mio marito abbiamo un banco al mercato, vendiamo casalinghi per la cucina.
Tempo fa vendemmo ad una signora un dosa caffè della Meliconi a 5€.
La signora mi chiese delucidazioni, lo aprì, lo controllò e infine lo pagò ed andò via.
La settimana successiva tornò urlando.
“Ladra, imbrogliona, non comprerò mai più nulla da te. Quando sono tornata a casa il caffè dentro non c’era”.
Se ne andò senza che io potessi proferire parola.
Una cliente che stava guardando delle padelle mi guardò, sorrise e mi disse:
“Poco fa ho comprato una tutina da neonato, ma il neonato non me lo hanno dato”.
Rimasi un attimo in silenzio, poi scoppiai a ridere. Non per cattiveria, ma per lo sconcerto. Mio marito, che stava sistemando una pila di scolapasta, si girò verso di noi con l’aria di chi ha già capito tutto.
“Signora,” disse con calma, “se cominciamo a vendere anche i neonati, dobbiamo cambiare licenza.”
La cliente rise di gusto, prese una padella e la appoggiò sul banco. “Questa la prendo. Ma senza uova dentro, eh.”
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