Ristorante.

Per San Valentino avevamo addobbato un po’ il locale e creato un menù apposta per le coppie. Non siamo un ristorante di lusso, ma abbiamo la nostra clientela affezionata perché da noi si mangia molto bene ed il cibo è la parte “forte” del locale.

Come molti, siamo presenti su diverse APP dedicate e, per quella sera, per chi avesse prenotato con l’applicazione più nota del Play Store, era previsto uno sconto particolare.

Il locale era pieno. Tovaglie rosse, candele sui tavoli e il menù speciale per la serata, con una bottiglia di spumante offerta da noi.

Si siedono un uomo e una donna.

Mi avvicino.

“Buonasera, vi porto subito il menù di San Valentino.”

Lui mi interrompe.

“Sì, ma voi cosa fate di speciale per San Valentino?”

“Abbiamo un menù dedicato alla serata, con una bottiglia di bollicine…”

Ci pensa un attimo.

“Le luci non potete abbassarle un po’, almeno sul nostro tavolo?”

“Mi dispiace, l’illuminazione è uguale per tutta la sala.”

“E la musica? Magari qualcosa di più romantico?”

“Non possiamo cambiarla, signore.”

Arriva il momento dell’ordine.

“Quando portate i piatti, potreste fare una presentazione… qualcosa di scenografico?”

“Posso presentarvi i piatti, ma niente di più.”

Sbuffa.

“Nei ristoranti stellati sono molto più disponibili.”

Penso… “grazie al cz, nei ristoranti stellati paghi anche l’aria che respiri” ma sorrido.

Anche la signora sorride, ma è in evidente imbarazzo.

Lui continua.

“Lo chef potrebbe impiattare i tagliolini a forma di cuore?”

“…”

“Qualcosa tipo la scritta “Ti amo” sul dessert?”

“Temo di no.”

“Almeno avete qualcuno che vende le rose?”

“No.”

“Un fotografo?”

“No.”

“Allora ci fai tu delle foto. Una da questa parte, una dall’altra, qualcuna da lontano mentre facciamo finta di non accorgercene…”

Lo guardo.

“Posso farvene un paio, ma come vede il locale è pieno e tutti stanno festeggiando San Valentino.”

Lui sospira.

“Guarda, chiamami il responsabile. Tu non hai capito come dovrebbe funzionare una serata romantica.”

Vado a chiamarlo.

Il responsabile aveva già assistito a tutta la scena.

Si avvicina al tavolo.

“C’è qualche problema?”

“Sì. Non stiamo vivendo l’esperienza di San Valentino che ci aspettavamo.”

Il responsabile sorride.

Poi, con una calma disarmante, risponde:

“Guardi, funziona così: voi ordinate, noi cuciniamo, vi serviamo, voi mangiate, pagate il conto e ci salutiamo. Questo è un ristorante.”

Lui prova a ribattere.

Ma il responsabile continua.

“Quello che sta cercando non è un ristorante. È un maggiordomo. E visto che, quando ha prenotato, la prima domanda è stata se lo sconto della prenotazione fosse valido anche per San Valentino… direi che forse ha sbagliato aspettative, non locale.”

Lui rimane muto per qualche istante.

La signora chiude il menù poi si rivolge direttamente a lui.

“A me non interessa quanto spendi, mi interessa il modo in cui tratti le persone”.

Prende il tovagliolo, lo mette sul tavolo e aggiunge:

“Direi che per me la serata finisce qui.”

Si è scusata con noi, si è alzata e se n’è andata, da sola, mentre lui è rimasto seduto in silenzio.

Quando è arrivato a pagare, il responsabile l’ha guardato e gli ha detto solo….

“La bottiglia l’offriamo noi, lasci perdere il conto: credo che per questa sera, lei abbia altro a cui pensare.”

Non ho più visto il tizio, ma qualche mese dopo, ho rivisto lei con un altro uomo.