Cartolibreria, prima settimana di gennaio.
Sopravvissuta al delirio delle feste, tra regali, pacchetti e clienti in fila con la bava alla bocca per l’ultimo peluche rimasto, adesso mi tocca affrontare il livello due del videogame: i resi.
Chi lavora in negozio lo sa: parola d’ordine SCONTRINO (e noi diamo pure quello di cortesia).
Peccato che questa regola basilare sembri un concetto troppo complicato per alcuni.
Stamattina, due casi che mi hanno tolto anni di vita.
Caso 1: la signora e Sapientino
Si presenta lei, tutta agitata.
“Buongiorno, come posso aiutarla?”
“Devi, ASSOLUTAMENTE, cambiarmi questo gioco, perché a mia nipote non piace.”
Io, serena:
“Nessun problema, mi dia gioco e scontrino.”
Lei mi porge un sacchetto. Dentro: la scatola devastata e il gioco già mezzo rotto. Era un Sapientino che sembrava passato sotto un trattore. Scontrino? Ovviamente assente.
“Signora, mi spiace ma così non posso riprenderlo indietro.”
Lei subito parte in quarta:
“No, TU DEVI cambiarmelo. Mi avevate detto che non c’erano problemi se a mia nipote non fosse piaciuto o l’avesse già avuto.”
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