Io sono aiuto bagnino, quindi sì, tecnicamente controllo la sicurezza… ma all’80% del tempo faccio da arbitro non ufficiale alle **guerre dei castelli di sabbia**.
C’è una zona precisa, tra l’ombrellone 12 e il 15, che è diventata tipo zona franca.
I bambini si ritrovano lì, scavano, costruiscono, urlano, trattano, barattano conchiglie e si rubano palette con la stessa naturalezza con cui gli adulti ordinano lo spritz.
Quel giorno due gruppi di bambini: da una parte **Giulia e Riccardo**, fratelli, maniaci del dettaglio, architetti in erba.
Dall’altra **Tommaso e Leo**, spirito distruttivo puro. Hanno portato una pala da giardinaggio, giuro.
Giulia e Riccardo costruiscono il classico castello a quattro torri, con fossato e ponticello fatto di stecchi del gelato. Cioè, roba da mostra d’arte. Davvero per quell’età.
Tommaso e Leo scavano un buco. Profondo. Non si capisce il senso. Uno grida:
**“Questo è il vulcano! Quando lo finiamo esplode e distrugge TUTTO!”**
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