Farmacia – Ore 11:07. Giornata tranquilla, finché non arriva lei.

Una signora sulla settantina, passo deciso, occhio attento, borsetta piccola ma colma di storie.
Si avvicina al banco dei sanitari, guarda le ciabatte esposte come se stesse scegliendo un alleato per la vita, poi si rivolge a me:

«Scusi cara, cerco delle ciabatte. Ma non ciabatte normali, eh. Devono essere giuste per il mio piede brutto

Sorvolo sul termine “brutto”, che già promette un discorso lungo.
Le chiedo con gentilezza:
«Che numero porta, signora?»

Parte la premessa.

«Eh… è un bel problema. Di base ho il 39, ma vede… ho un piede talmente brutto che a volte al sinistro va bene il 39, mentre il destro… eh, quello ci vuole una misura in più, a volte due

Annuisco come se fosse perfettamente logico.
«Porto sia il 39 che il 40, così può provarle.»