Era il mio primo periodo di lavoro in un bar situato in una zona piuttosto ricca. Non avevo esperienza nella ristorazione: non sapevo preparare caffè o cocktail e dovevo ancora imparare perfino a portare bene i vassoi.
Avevo però fatto una buona impressione al titolare che, durante le prime settimane, mi restava spesso accanto e mi spiegava tutto con pazienza.
Un giorno torna a casa per farsi una doccia e mi lascia da sola nel locale. In mezz’ora, penso, che cosa potrà mai accadere?
Entra uno dei primi clienti simpatici che avrei incontrato nel mio personale cammino verso l’Inferno.
“E tu chi sei?”
E buongiorno anche a te.
“Buongiorno, sono XXX. Mi dica pure.”
“Una birra XYZ.”
Prendo la bottiglia, gliela servo e controllo il prezzo.
“Sono 3 €.”
“Eh no. Il tuo PADRONE me la fa pagare 2,50 €.”
“Guardi, innanzitutto la schiavitù è stata abolita da parecchio tempo. Poi io sono nuova e devo attenermi ai prezzi indicati. Se il titolare le applica un prezzo particolare, non posso saperlo perché non mi ha riferito nulla.”
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