Consegna a domicilio, mattina come tante, finché non squilla il telefono.

“Il vostro ragazzo è venuto a casa mia all’alba.”

“Guardi che è partito da noi alle 9.”

“Non mi interessa, non è maniera di fare.”

“Mi spiace, ma le ripeto che è partito dal magazzino alle 9.”

“Non è maniera di fare, non si va a casa della gente all’alba.”

Provo a ricostruire la situazione, perché qualcosa non torna.

“Signore, è stato lei ieri a chiedere la consegna con urgenza. Ci ha pure detto di farla come prima consegna della giornata, e così abbiamo fatto.”

“Si, ma non alle 9. Alle 9 dormo ancora.”

Resto un attimo in silenzio, cercando di capire a che ora, secondo lui, dovesse arrivare una consegna urgente segnata come prima del giro.

“Noi invece alle 9 iniziamo a lavorare. Ci ha chiesto il materiale con urgenza, come prima consegna, e così abbiamo fatto. Comunque non era l’alba, era dopo le 9.”

“Io sono pensionato e dormo quanto cazzo voglio, non mi vedrete più.”

Attacca. Io resto lì con la cornetta in mano, mentre nel registro segno la consegna come completata: urgente, prima del giro, esattamente come richiesto.