Lavoro nell’ufficio consegne di un negozio di arredamento.
Qualche anno fa dovevo fissare la consegna di un divano e, controllando l’ordine, noto subito un dettaglio: non era un modello componibile, ma un enorme blocco unico.
Di quelli che o passano al primo colpo oppure iniziano i problemi.
Così, per scrupolo, chiamo la cliente.
“Buongiorno signora, la contatto per concordare la consegna del divano.”
Perfetto, data e orario vanno bene.
Prima di chiudere la telefonata faccio la domanda che faccio sempre in questi casi.
“Signora, ha verificato che le misure della porta e delle scale permettano il passaggio del divano?”
Dall’altra parte qualche secondo di silenzio.
“No.”
“No?”
“No, perché avrei dovuto controllare?”
“Beh… per essere sicuri che il divano riesca a entrare in casa.”
La risposta arriva immediata.
“A me nessuno ha detto che il divano doveva passare dalla porta.”
19 Novembre, 2020 alle 10:49 am
Purtroppo non tutti i consumatori pensano a certe cose, e quasi nessuno leggere mai quello che c’è scritto o firma, un buon venditore, cioè uno che conosce i suoi polli, sa che deve premunirsi chiedendo lui certe cose e assicurarsi che il cliente capisca.
24 Agosto, 2023 alle 4:29 pm
a me una cliente francese (che ho poi mandato a stendere), mi ha detto che non sapeva che un tavolo di marmo da 2m20 pesasse 150 kg. E che io non sono professionale perchè sono da solo e non ho un aiutante. Dopo che sulle condizioni di vendita c’è scritto chiaro e tondo (essendo un sito web senza negozio fisico) “L’autista viaggia da solo, prevedere personale per aiutare nello scarico”.