Sono una donna di 27 anni e sono responsabile del reparto illuminazione, elettricità ed elettronica di una nota catena.
Un giorno arriva un cliente e mi fa una domanda piuttosto tecnica.
“Qual è il carico massimo consigliato su un magnetotermico da 20 ampere?”
“16 ampere, se si tratta di un carico continuo.”
Lui sembra sorpreso.
“Ah, così, hai già la risposta pronta?”
“Certo. È la regola dell’80%. Su un circuito da 20 ampere non si dovrebbe superare un carico continuo di 16.”
“Capito, grazie.”
“Prego.”
Il cliente si allontana di pochi passi, raggiunge un mio collega uomo e gli pone esattamente la stessa domanda.
Davanti a me.
Il collega lo guarda perplesso.
“Scusi, ma l’ha già chiesto alla mia collega e credo che le abbia risposto…”
“Sì.”
“E perché lo chiede anche a me?”
“Volevo una seconda opinione.”
A quel punto il mio collega sorride.
“Una seconda opinione la chiede sul colore delle tende. Questa è una domanda tecnica, la risposta è una sola.”
Il cliente resta zitto.
“Non capisco perchè fare una domanda del genere e poi venire da me a chiedere conferma. La signora è molto più preparata di me su questo…”
“No, non intendevo dire che non mi fido…”
“E allora la risposta è quella che la mia collega le ha già dato.”
“Capito, grazie.”
E se ne va.
Quando sparisce dalla corsia il collega mi guarda.
“Ma ti succede spesso?”
“Abbastanza.”
“Come fai a sopportarlo?”
Rido.
“Sono una che da ragazzina si divertiva a studiare circuiti elettrici. Ho iniziato ad avere gente che dubitava delle mie risposte molto prima di iniziare a lavorare.”
Non ci crederete ma quando mi fanno domande di questo genere, godo moltissimo nello lasciare sbalorditi fior fior di elettricisti e hobbisti della domenica.
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