Al supermercato abbiamo avuto un vincitore.
Di quelli che non si dimenticano.
Di quelli che ti fanno pensare: ok, ho visto tutto. (Spoiler: non è vero, ma in quel momento ci credi.)
Premessa necessaria:
dopo le 21, quando ci va bene, restiamo in tre dipendenti.
Quando ci va male, in due.
Quella sera era una giornata fortunata: eravamo in tre.
Io e la mia collega siamo entrambe in cassa, con file lunghe, carrelli pieni, clienti stanchi, nervosi, con l’orologio in mano e la convinzione che la loro fretta sia più importante di quella di tutti gli altri.
Il terzo collega mi avvisa:
— Vado un attimo in bagno.
— Vai tranquillo.
Tranquillo un corno, ma va bene.
Durante la sua eroica assenza, squilla il telefono.
Rispondo mentre continuo a passare la spesa, fare conti, dare resti, sorridere per contratto.
— Supermercato X, buonasera.
Dall’altra parte una voce maschile, serissima:
— Salve, io sono già dentro il vostro locale. Sono qua delle birre, mi può mandare qualcuno?
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