Farmacia.

Entro per ritirare dei farmaci prescritti dal medico.

Ero reduce da una notte praticamente insonne.

Capelli raccolti in qualche modo, occhiaie da competizione e quell’aria che ti fa sembrare appena uscita da una riunione particolarmente intensa con la vita.

Consegno la ricetta.

La farmacista la controlla, prende le confezioni e le appoggia sul bancone.

Poi dice:

“È esaurita.”

La guardo, anche lei mi guarda.

Sono in blackout totale…. 

Passano un paio di secondi durante i quali il mio cervello, evidentemente ancora addormentato, elabora una sola possibilità.

Pensa che stia parlando di me.

Perché, obiettivamente, l’aspetto era quello.

Così le chiedo:

“Come scusi?”

Lei indica la ricetta.