Mio cognato ha 35 anni, vende auto nuove e usate in un grande concessionario multimarca e da qualche anno ha iniziato a perdere i capelli.

Dopo aver sentito alcune delle richieste che riceve, credo di aver capito perché.

Quando sono arrivati gli incentivi per le auto elettriche, con contributi che in determinati casi potevano raggiungere gli 11.000 euro, lui si è trovato a dover spiegare ogni giorno che no, non erano soldi regalati da spendere a piacimento: servivano determinati requisiti, un certo ISEE, la rottamazione di una vecchia auto e soprattutto bisognava comprare una macchina nuova 100% elettrica.

Sembrerebbe abbastanza chiaro.

Cliente numero uno:

“Voglio usufruire degli 11.000 euro di incentivo. Quella macchina laggiù costa 8.900 euro, quindi i 2.100 euro che avanzano me li date indietro voi?”

Mio cognato gli spiega che non funziona esattamente come un buono spesa con resto alla cassa.

Secondo cliente:

“Senta, ma se facciamo figurare che io ho comprato l’auto elettrica nuova, però per finta eh, poi ci dividiamo l’incentivo a metà?”

La cosa più bella è quel “per finta”, come se bastasse specificarlo per trasformare una frode in una simpatica proposta commerciale.

Poi arriva una coppia interessata a un’elettrica molto accessoriata.

“Questa costa 45.000 euro, giusto? Io ho diritto all’incentivo. Se mettiamo nel contratto anche la mia ragazza, possiamo avere altri 11.000 euro di sconto?”

No. Non è la raccolta punti del supermercato e soprattutto non funziona aggiungendo esseri umani al contratto.

Ma il mio preferito rimane quello del diesel.

Entra, sceglie una macchina a gasolio e pretende lo sconto.

Mio cognato prova a spiegargli che quell’incentivo riguarda esclusivamente determinate auto elettriche e che lui, comunque, dovrebbe possedere tutti i requisiti previsti.

Il cliente si indigna.

“Lo sapevo che c’era la fregatura! Voi fate gli sconti solo a quelli che vi stanno simpatici o ai vostri parenti. In televisione hanno detto che ci sono 11.000 euro di sconto sulla macchina nuova, quindi io dovrei pagarti solo la differenza.”