Nel negozio di telefonia entra un ragazzo attorno ai 20 anni accompagnato dalla madre.
Si avvicina al banco e abbassa la voce.
“Devo parlarti in una stanza privata. È una questione riservata, non posso dirla davanti a tutti.”
Gli spiego che nel negozio non abbiamo una stanza dedicata ai clienti e che comunque non posso lasciare il banco. Dentro di me aggiungo anche che col cavolo che mi chiudo da solo in una stanza con lui, ma questo preferisco non dirglielo.
“Tanto non sarebbe servito. Si vede che non capisci un c**o.”
Iniziamo bene.
Gli chiedo comunque di spiegarmi il problema, magari senza comunicare a tutto il negozio eventuali informazioni personali.
“Lavoro in segreto per la Kaspersky Academy. Un gruppo di hacker mi è entrato nel telefono. Mi hanno cancellato le e-mail, la rubrica, le foto e adesso non posso nemmeno formattarlo.”
Prendo il telefono. Si accende normalmente, ma non è collegato a internet e alcune schermate sono bloccate. Gli domando se abbia già provato a ripristinarlo.
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