Serata tranquilla… almeno fino a quando non entrano loro: 2-3 famiglie, nove persone in totale, ma con l’energia e il rumore di una scolaresca in gita. Entrano e già dall’ingresso sembrano un concerto rock in prova generale.
Mezz’ora per decidere dove sedersi. “Io qui no, che c’è spiffero”, “Io lì no, che la sedia è dura”, “Io voglio vicino al bambino, no anzi lontano che mi sporca”. Insomma, uno schema tattico da Champions League.
Poi, finalmente, si siedono. Nuova mezz’ora per ordinare:
— “Io prendo questo. No aspetta, quello. Anzi, metti pure questo ma senza cipolla, con pomodoro a parte, e la salsa a lato…”
— “Io prendo lo stesso… ma diverso.”
In cucina ormai ci guardiamo come reduci di guerra.
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