Lavoravo in un panificio quando una signora si ferma davanti al banco delle focacce e mi chiede:
“Cosa c’è in questa focaccia?”
“Mozzarella, prosciutto cotto e pomodoro.”
La osserva per qualche secondo.
“Ne ha una senza carne?”
“Certo, abbiamo questa con zucchine, funghi champignon, pomodoro fresco e mozzarella.”
La signora cambia immediatamente espressione.
“No, i funghi no. Ho paura che siano velenosi.”
“Signora, sono funghi champignon, non rientrano tra quelli velenosi.”
Niente. Non sembra rassicurata.
“Eh, ma io non mi fido.”
A quel punto provo a spiegarle che forse non gestiamo il reparto funghi come immagina lei.
“Signora, sono prodotti controllati e acquistati da aziende specializzate alle quali ci affidiamo. Mica vado a raccoglierli io per i boschi prima di venire a lavorare.”
Niente da fare.
Alla fine ha preso la focaccia barese: quella classica, preparata con pomodorini, olive e origano.
Niente carne.
Niente funghi.
E, soprattutto, nessun rischio che io mi fossi svegliata all’alba per andare a raccogliere personalmente un’Amanita falloide da nascondere tra le zucchine.
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