Oggi avevo un buco tra due appuntamenti.
Di quelli che dici: ok, bevo un caffè, metto a posto i colori, rispondo a due mail…
E invece, puntuale come la sfiga o la fortuna, entra uno senza appuntamento ma con le idee chiare.
Almeno così ha detto.
Trent’anni circa.
Barba curata, cappellino da startupper, voce da podcast motivazionale.
Mi fa:
“Voglio un tatuaggio che rappresenti il mio percorso.”
Già qui ho capito che non sarebbe stata una seduta normale.
“Perfetto,” gli dico, “ha qualcosa in mente?”
“Sì… no… cioè, ne ho molti.”
E lì parte il film.
Tira fuori il telefono e mi mostra una galleria di immagini che sembra Pinterest dopo una crisi esistenziale.
Un’ancora.
Un drago.
Una bussola.
L’infinito.
Una fenice.
Una frase di Vasco.
Un mandala.
E a un certo punto… una fetta di pizza.
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