Diversi anni fa lavoravo come barman nel locale più frequentato della mia città, Bisceglie. Una sera vedo arrivare al bancone una mia ex compagna di classe del liceo.

Non la incontravo da 7 anni e non la sentivo da 9. Lei mi vede chiaramente, ma fa finta di non riconoscermi.

“Ehi, ciao, XXX!”

“ODDIO, CIAAAAOOO PIEEEEER! SEI TU? MA NON TI AVEVO RICONOSCIUUUTOOOO!”

Ho praticamente la stessa faccia di quando avevo 3 anni. Mi riconoscono ancora perfino le madri dei miei vecchi compagni dell’asilo, ma vabbè.

“Sì, sono io. Come stai?”

“Bene, bene, grazie. Ma quindi lavori qui?”

Guardo il bancone, gli shaker e la fila davanti a me.

“Eh, così mi dicono.”

Lei indica la cassa, dove in quel momento aspettano almeno 20 o 30 persone.

“SEEEEEENTI, c’è mio fratello in fila per fare lo scontrino. Non è che intanto mi prepari il cocktail? Comincio a berlo qui e appena arriva ti porta lo scontrino.”