Alle 7:15 sono in laboratorio a preparare la linea per l’apertura delle 8:00 quando qualcuno comincia a bussare con forza alla porta.

Continuano con una tale insistenza che corro ad aprire prima che buttino giù la vetrina. Entrano 2 donne, presumibilmente madre e figlia, entrambe molto agitate.

La più giovane comincia subito:

“Senti, lo so che aprite alle 8:00, ma devo andare a fare le analisi e mi serve un cornetto senza glutine da mangiare quando esco.”

“Mi dispiace, ma i cornetti non sono ancora pronti. Se vuole abbiamo già disponibili sfoglie, muffin, crostate, occhi di bue e rotoli farciti, tutti confezionati e senza glutine.”

“No, no, senti. Io volevo proprio il cornetto.”

Le spiego che deve ancora terminare la lievitazione e che sarà pronto per l’orario di apertura.

“Sono celiaca, ma non è l’unica disgrazia: sono anche incinta e ho le voglie.”

Non commento la scelta della parola “disgrazia”. Provo invece a proporle la soluzione più semplice.

“Allora può passare dopo avere fatto le analisi. Per quell’ora i cornetti saranno cotti e potrà prenderlo appena esce.”