Lavoro in un agriturismo e, dopo il pranzo, alcuni clienti rimangono volentieri nel cortile mentre noi cominciamo a pulire e a preparare le sale per il servizio successivo.

Quel pomeriggio c’è una famiglia con un bambino. Hanno terminato di mangiare, ma continuano a chiacchierare tranquillamente all’aperto.

Io sto riordinando quando mi accorgo di avere lasciato alcuni panni nell’altra stanza. Mi allontano per recuperarli: un’assenza di forse 5 secondi.

Quando torno, trovo il padre fermo vicino all’ingresso e il bambino con la testa dentro il frigorifero delle bevande. Ha già preso una bottiglietta d’acqua e sta scegliendo anche una lattina.

Mi avvicino.

“Mi scusi, che cosa state facendo?”

L’uomo risponde come se la situazione fosse perfettamente normale.

“Avevamo sete. Non c’era nessuno e allora ci siamo serviti da soli.”

“Mi sono allontanata per pochi secondi. Bastava aspettare oppure chiamarmi.”

“Ma il frigorifero era aperto. Tanto poi paghiamo.”

Gli spiego che il problema non è soltanto il pagamento. I clienti non possono entrare nella zona di servizio, aprire frigoriferi e prendere autonomamente ciò che desiderano.