Ho assistito alla scena da cliente.

Sto finendo un pranzo velocissimo, appoggiata a un tavolino di un panificio-pasticceria, quando entra un uomo con il passo di chi ha parcheggiato soltanto per pochi minuti.

“Salve, devo ritirare una torta. Ho telefonato prima per sapere se fosse pronta ed eccomi qui.”

La proprietaria lo riconosce e sorride.

“È stato velocissimo. Ho appena finito di decorarla, è nel frigorifero. Gliela prendo subito.”

L’uomo si blocca.

“Nel frigorifero?”

La commessa resta per un momento con la mano sulla porta del banco refrigerato.

“Sì. Ha ordinato una classica torta di compleanno con pan di Spagna, panna e crema al cioccolato. Deve essere conservata al fresco.”

“La panna? Ma io non la volevo con la panna.”

“Quando ha fatto l’ordine ha indicato le torte che aveva visto nelle fotografie. Erano tutte decorate con la panna e alcune erano farcite soltanto con quella. Per la sua ha chiesto la crema al cioccolato, quindi abbiamo cambiato la farcitura.”

“Ma il cioccolato c’è?”

“Sì. Il pan di Spagna è al cioccolato, la crema è al cioccolato e anche la copertura è al cioccolato. La panna serve principalmente per le decorazioni.”

L’uomo guarda la torta attraverso il vetro, come se stesse valutando se la presenza della panna costituisca una violazione dell’accordo.