Il pos era guasto e i cartelli erano ovunque, eppure quella mattina ho imparato che la logica umana sa riservare sorprese.
Li avevamo appesi dappertutto, all’ingresso e sopra ogni cassa, a caratteri belli grossi: pagamenti con bancomat, carte e ticket temporaneamente non disponibili.
Lascio perdere quelli che arrivano in cassa e cadono dalle nuvole quando glielo ripeti. Lascio perdere anche quelli che si mettono a urlare che avremmo dovuto avvisare, con i cartelli proprio lì sotto il naso, e poi ti liquidano con un “Eh, ma li avete messi ora, prima non c’erano.”
Poi arriva lui. Il genio.
“Ma quindi non posso pagare col bancomat?”
“No signore, mi dispiace, c’è un guasto tecnico e i pagamenti con le carte sono disabilitati.”
Ci riflette un istante, sicurissimo di sé.
“Allora pago una parte in contanti.”
“D’accordo, e il resto come lo salda?”
“Con la carta di credito.”
L’ho fissato in cerca di una risposta, ma le parole, quel giorno, avevano fatto sciopero pure loro, esattamente come il pos.
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