Durante il servizio serale si presenta una coppia e, ancora prima di sedersi, capisco che quel tavolo richiederà più tempo degli altri.
“Qui no, c’è troppa luce.”
Si spostano.
“Nemmeno qui, siamo di spalle e non vedo che cosa fai dentro.”
Dopo avere esaminato mezzo locale trovano finalmente una posizione accettabile. Mi avvicino con il blocchetto.
“Buonasera, che cosa posso portarvi?”
Lui ordina un amaro. Lei apre il menù e comincia a interrogarmi sui cocktail.
“Senti, che cosa c’è in questo?”
Le elenco gli ingredienti, anche se sono già scritti sotto il nome.
“E in quest’altro?”
Rispondo.
“E questo, invece?”
Il gioco continua per buona parte della carta, comprese guarnizioni, succhi e quantità indicative. Dentro di me penso che basterebbe abbassare gli occhi di 2 centimetri, però fa parte del lavoro e continuo a rispondere.
Dopo una lunga consultazione sceglie un Margarita. Ripeto l’ordine per sicurezza: un amaro e un Margarita. Entrambi confermano.
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