Ci sono clienti che entrano al supermercato con una lista precisa e clienti che cambiano idea davanti allo scaffale. Poi ci sono quelli che riescono a cambiare idea ancora prima di entrare.

Una signora si presenta all’ingresso senza mascherina e la cassiera la ferma.

“Se mi dice che cosa le serve, glielo facciamo prendere.”

“Solo del pane.”

La cassiera chiama me.

“Puoi portare mezzo chilo di pane in cassa? La signora non può entrare.”

“Certo.”

Vado al banco, preparo mezzo chilo di pane e torno verso l’ingresso. Appena la cliente mi vede arrivare con il sacchetto, comincia a sbracciarsi.

“Ma nooo! Solo un pezzetto… oppure 2 panini. Ben cotti!”

L’ultima parte me la urla mentre sto già tornando indietro.

Perfetto.

Riporto il mezzo chilo di pane al banco, scelgo 2 panini belli croccanti, quasi carbonizzati come richiesto, li metto in un nuovo sacchetto e riparto. Quando finalmente glieli mostro, la signora li guarda, li gira e li studia come se dovesse scegliere 2 diamanti.

“Ma questi non mi piacciono.”

Rimango con il sacchetto sospeso a mezz’aria. In 2 viaggi siamo già passati da mezzo chilo di pane a un pezzetto, poi a 2 panini ben cotti e infine a nessuno dei precedenti.

La signora guarda l’interno del supermercato.

“Non avete una mascherina da imprestarmi?”

“Da prestarle? Signora, non è igienico.”

La cassiera interviene con la calma di chi, lavorando al pubblico, ha ormai visto abbastanza da non stupirsi più.

“Se vuole possiamo vendergliene una. Costa 50 centesimi.”

“Eeh, nooo! A casa ne ho una pila alta così!”

Accompagna la frase con il gesto di un muratore che misura una parete di mattoni. Io guardo lei, la cassiera guarda me e i 2 panini rimangono nel mezzo di questa trattativa senza capire quale sarà il loro destino.

La cliente sbuffa, si gira e se ne va. Quando la porta automatica si richiude, appoggio il sacchetto sul banco.

“Secondo te torna?”

“Secondo me sì. E cambia pure idea sul pane.”

Passano circa 2 minuti e la porta si riapre. È di nuovo lei, stavolta con una mascherina, anche se sistemata sotto il naso.

“Signora, sopra il naso, grazie.”

La cliente la aggiusta ed entra. Io la seguo con lo sguardo mentre raggiunge il banco del pane. Si avvicina, osserva tutto per qualche secondo e alla fine prende mezzo chilo di pane.

Mi blocco. La cassiera guarda me e io guardo lei.

“Non erano 2 panini ben cotti?” sussurro.

La signora deve avermi sentita, perché si gira.

“Eh, ma poi ho pensato che è meglio così.”

Certo. Evoluzione del pensiero in tempo reale.

Arriva in cassa con il sacchetto.

“Altro?”

“No, solo questo.”

La cassiera passa il pane, le comunica il totale e la signora paga. Sta per uscire, ma all’ultimo momento si gira verso di noi.

“Comunque quella mascherina me l’ha data mio marito.”

Annuisco.

“Ah, quindi non viene dalla pila.”

Lei ci pensa per un istante.

“Eh… quella pila non la trovavo.”

Poi esce e la porta automatica torna a chiudersi. Io prendo i 2 panini ben cotti, ormai ufficialmente abbandonati, e li riporto al banco.

Quando torno dalla cassiera, provo a ricostruire il percorso: mezzo chilo di pane, poi un pezzetto, poi 2 panini ben cotti, poi niente, poi la mascherina da prendere in prestito, la pila introvabile, il ritorno e infine di nuovo mezzo chilo.

“Domani porto una mappa.”

“Per che cosa?”

“Per seguire il ragionamento dei clienti.”

Lei ride.

“Non basta una mappa. Serve il navigatore.”

“Sì, ma aggiornato.”