Rispondo al telefono convinta di una richiesta normale, e invece una cliente mi accusa di volerle rivendere lo stesso pantalone da sei anni.
“Buongiorno, negozio X, sono Federica, mi dica.”
“Buongiorno, senta, lei è la ragazza che c’era ieri pomeriggio?”
“No, ieri ero a casa, ma mi dica pure.”
“Allora c’era la sua collega, che mi voleva rifilare un pantalone di un colore che andava di moda sei anni fa, e per giunta a prezzo pieno.”
“Guardi, il colore magari è simile, ma l’hanno riproposto adesso, non è di certo lo stesso capo. Le assicuro che a ogni fine stagione la catena ritira l’invenduto: in negozio non teniamo nemmeno fisicamente la merce delle collezioni vecchie. Mi dica pure come posso aiutarla.”
“Io lo volevo comprare, ma a prezzo pieno non ci penso proprio, visto che sta lì da sei anni.”
Mi fermo un attimo, sicura di aver capito male.
“Signora, mi sta dicendo che secondo lei le stiamo rivendendo lo stesso identico pantalone di sei anni fa?”
“Sì, esattamente. E pure a prezzo pieno.”
Provo a rispiegarle tutto un’altra volta, con calma, ma non c’è verso. Lei resta abbarbicata alla sua idea, convinta che da qualche parte, in un magazzino che non esiste, quel pantalone la stia aspettando da sei anni per fregarla al primo colpo.
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