La farmacia in cui lavoro si trova dentro un piccolo centro commerciale. Davanti all’edificio c’è un parcheggio enorme, tanto che persino nei giorni più affollati rimangono decine di posti liberi.
Alcuni ciclisti arrivano dalla città, lasciano le automobili nella parte più lontana del piazzale e proseguono il giro in bicicletta. Non intralciano l’ingresso e non occupano gli spazi riservati.
Una mattina una signora irrompe in farmacia agitando le braccia.
“CHIAMATE SUBITO I CARABINIERI!”
Pensando a un furto o a un’aggressione, le chiediamo che cosa sia successo.
“Ci sono dei ciclisti nel parcheggio! Lasciano le macchine qui e poi se ne vanno in bicicletta. Non possono farlo!”
Guardiamo fuori. Il piazzale è quasi completamente vuoto.
Le spieghiamo che non si tratta di un parcheggio privato della farmacia e che, in ogni caso, non stanno impedendo a nessuno di trovare posto.
“Non mi interessa! Questo parcheggio serve ai clienti. Chiamate i carabinieri e fate portare via le loro macchine.”
Cerchiamo di calmarla, ma lei continua a gridare. Poco dopo arrivano 2 agenti della polizia locale.
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