In un negozio di arredamento, vedere due clienti girare con carta e penna è quasi una dichiarazione d’amore.

La signora e sua figlia annotavano codici, misure e prezzi, così mi avvicino e chiedo se hanno bisogno.

“Sì, sì, dobbiamo comprare parecchie cose. Finiamo il giro e poi veniamo a cercarla.”

Passano due ore e non tornano. Nel frattempo seguo altri clienti, finché non le vedo in lontananza, ferme ad aspettarmi con l’aria seccata perché sono occupata.

Appena mi libero, cominciamo a scegliere mobili e decorazioni e andiamo avanti fino alla chiusura. Il preventivo è molto alto, ma loro spiegano che arredano case di lusso da affittare e che devono soltanto presentare tutto al commercialista per ottenere il denaro dall’azienda.

Quando tornano, diversi articoli scelti non sono più disponibili, quindi cerco alternative, rifaccio gli abbinamenti e modifico il preventivo. Altre due ore, di nuovo fino alla chiusura, e ancora nessun ordine.

Qualche giorno dopo mi chiamano.

“L’azienda ci ha aumentato il budget, possiamo aggiungere molte altre cose. Tanto ormai lei ha capito che stile mi piace.”

Lo stile, in effetti, l’avevo capito. Diciamo che non era il mio, ma i gusti non si discutono. Siccome sosteneva di avere fretta, lavoro anche da casa, gratuitamente e senza gli strumenti del negozio, usando la piantina per cercare mobili compatibili con spazi, colori e nuovo budget.

Dopo parecchio tempo arriviamo finalmente alla conferma. Manca soltanto il bonifico.

Lo lasciano scadere una volta. Rifaccio tutto. Scade una seconda volta.

Rifaccio tutto ancora. Alla terza comincio a chiamarla, ma lei smette di rispondere. Io continuo a pensare che il problema sia davvero l’azienda, come mi aveva ripetuto più volte, poi lascio perdere, parecchio amareggiata.

Tempo dopo scopro per vie traverse come funzionava davvero:

la signora si faceva preparare preventivi e ordini per ottenere dall’azienda il rimborso anticipato destinato all’arredamento. Poi, invece di comprare i mobili, usava quei soldi per andare in vacanza.

Io le avevo arredato le case sulla carta. Lei, con quelle carte, si era arredata le vacanze.