Mio marito è originario della Repubblica Dominicana. Ha la pelle scura, ma è nato e cresciuto nel continente americano.

Eppure, qui in Brianza, sembra che per qualcuno esista un unico sillogismo:

Persona di colore = africano = musulmano.

Ogni volta che ordina qualcosa al ristorante o compra affettati al supermercato, c’è sempre qualcuno che si premura di precisare:

“Guardi che questo è maiale.”

Le prime volte spiegava che non c’era alcun problema.

Poi, all’ennesima precisazione, ha sorriso e ha risposto:

“Non importa… Allah capirà.”

La faccia della commessa valeva da sola il prezzo della scena.

Un’altra volta entro in farmacia e pago alcuni prodotti.

Avviso il farmacista:

“Più tardi passerà mio marito a ritirarli.”

Nel pomeriggio arriva mio marito.

Il farmacista lo guarda e gli dice:

“Guardi che sua moglie oggi non è mai passata di qui.”

Perché, evidentemente, aveva dato per scontato che la moglie di una persona con la pelle scura dovesse essere… altrettanto scura.

Quando poi ha scoperto che la moglie ero io, è rimasto qualche secondo in silenzio.

Non credo l’avesse fatto con cattiveria.

Credo semplicemente che, a volte, certi automatismi siano così radicati che non ci si accorge nemmeno di averli.