Ieri, al telefono del ristorante, mi è capitato un cliente che non riusciva ad accettare nessuna delle risposte che mi aveva appena chiesto.

“XYXY, buongiorno, sono Alexia.”

“Salve, vorrei prenotare un tavolo per 4. Arriviamo tra 20 minuti.”

“Va bene, però la avviso subito: gli unici posti che mi sono rimasti sono sotto il sole e non sono riparati dagli ombrelloni. Inoltre, in questo momento possiamo garantire un servizio veloce soltanto per la pizza, non per la cucina. Se per voi va bene, posso prenotare.”

“Non c’è nemmeno un posto in veranda?”

“No, mi dispiace, la veranda è completamente occupata.”

“Neanche un tavolino piccolo?”

“No, siamo pieni.”

“E se ci stringiamo? Siamo soltanto in 4.”

“Non è una questione di spazio: non ci sono proprio tavoli disponibili.”

“Magari qualcuno sta per andare via.”

“Al momento no e, visto che arrivereste tra 20 minuti, non posso prometterle un tavolo che non ho.”

“Ma almeno all’ombra?”

“No, come le dicevo, gli unici posti rimasti sono sotto il sole.”

“E non potete spostare un ombrellone?”