Sono la titolare di una caffetteria e, all’ora di pranzo, prepariamo anche primi e secondi piatti veloci per i tanti che lavorano qui in zona.

Per mesi, ho avuto una cliente abituale che arrivava quasi ogni giorno, si sistemava in uno dei tavoli migliori del locale, apriva il portatile e ordinava sempre la stessa cosa.

Un bicchiere d’acqua gassata.

“Fredda, mi raccomando. Con una fetta di limone.”

E poi rimaneva lì per ore.

Già questo, quando me ne accorsi, non mi fece impazzire. Un tavolo occupato per mezza giornata in cambio di un bicchiere d’acqua non è esattamente il sogno di chi paga affitto, bollette e stipendi, ma lì per lì pensai che fosse semplicemente una delle tante persone convinte che ordinare qualcosa dia diritto a trasferire temporaneamente la residenza in un locale.

La cosa che ancora oggi mi dà più fastidio, però, è un’altra.

Nessuno mi aveva mai detto niente.

E io non riuscivo a capire perché.

La risposta arrivò un giorno in cui Valentina, una mia dipendente, rimase a casa per un imprevisto. Eravamo corti di personale e decisi di sostituirla personalmente.

Durante l’ora di pranzo vedo la solita cliente al suo solito tavolo, con il suo solito portatile e il suo solito bicchiere d’acqua gassata fredda con fetta di limone.

A un certo punto sparisce.

Il portatile rimane lì.

La borsa pure.

Tutto apparecchiato come se il tavolo fosse occupato, ma della cliente nessuna traccia.

Chiedo a uno dei ragazzi:

“È andata in bagno?”

Mi risponde in modo un po’ strano:

“No… credo sia uscita.”

“Uscita dove?”