Lavoro in uno stand temporaneo all’interno di un centro commerciale, dove vendo infradito ed espadrillas di un marchio piuttosto conosciuto. I prezzi sono stabiliti dall’azienda e, trattandosi di prodotti di marca, sono naturalmente più alti rispetto alle classiche ciabatte di gomma vendute nei negozi economici.

Questa differenza genera quasi ogni giorno lo stesso confronto:

“Ai miei tempi le infradito costavano molto meno.”

Finché il cliente si limita a commentare, sorrido e spiego le caratteristiche del prodotto. Poi arriva lui: il Gran Visir di tutti gli anziani rompiscatole.

Si ferma davanti all’espositore, prende in mano un paio di infradito, guarda il prezzo e comincia a urlare.

“Che schifo! CHE SCHIFO! Ma che prezzi sono questi? Lei lavora qui?”

“Sì, posso esserle utile?”

“Lei deve rispondere di questi prezzi! Nell’altro negozio io le infradito le pago 3 €.”

“Certamente può trovare infradito da 3 €, ma non sono lo stesso prodotto. Queste appartengono a un marchio diverso, hanno altri materiali e i prezzi vengono stabiliti dall’azienda.”

Lui non è interessato né ai materiali né al marchio. Vuole soltanto che io risponda personalmente di una decisione presa molto lontano dal mio piccolo stand.

“Non mi interessa. Chiami i suoi capi in Brasile e gli dica di abbassare i prezzi, perché io non ci sto a spendere così tanto!”