Inizio settimana; in un noto discount, io – cliente come tanti altri – in coda alla cassa. Metto le mie poche cosucce sul nastro, dietro di me una donna con la mascherina di garza e un carrello maxi strapieno di barattoli, scatolame e prodotti a lunga conservazione di ogni genere. Dopo poco arriva il marito, mascherina con filtro e occhiali protettivi; tra le mani come un tristissimo giocoliere avrà avuto venti boccette di gel disinfettante, di quelle piccole da borsetta. Le appoggia sul nastro e la moglie lo guarda interrogativa; lui allora la tranquillizza:
“Basteranno.”

Io non mi so trattenere, giuro che ci ho provato ma niente:
“Eh, mi sa di no… Come disinfettate tutta la spesa? Chissà quanta gente avrà toccato la roba sugli scaffali!” Nel mentre agito un barattolo di pelati a mani nude.

Si guardano e lui riparte verso le corsie con la grinta di Wile-E Coyote mentre assembla i prodotti del catalogo ACME. Non so cos’altro abbia comprato, nel frattempo ho pagato e sono andata via.
Mentre digitavo il pin del bancomat la cassiera in un sussurro mi ha detto:
“Ora gli rido in faccia! Dovevi proprio?!”