Sono le 08:30 di lunedì mattina e il bar è nel pieno dell’affluenza.
Un uomo si presenta davanti alla cassa.
Dietro di lui si è già formata una fila, lui rimane al telefono, continuando la conversazione, come se nulla fosse, incurante del fatto che dietro di lui ci fossero delle persone in attesa.
Lo guardo e gli dico:
“Buongiorno, prego.”
Non risponde. Penso che non abbia sentito e aspetto qualche secondo.
“Buongiorno, mi dica. Che cosa prende?”
Niente. Continua a parlare al telefono, occupando il posto davanti alla cassa mentre gli altri clienti aspettano.
Dopo circa un minuto ci riprovo.
“Le faccio preparare un caffè?”
Lui copre per un istante il microfono e mi guarda furioso.
“Ho capito, e che cazzo! È la terza volta che mi saluti. Non vedi che sto al telefono? Mi hai proprio rotto le palle!”
“Allora si sposti e lasci ordinare gli altri. Ci sono altre persone in fila. E cerchi di essere più educato!”
“E che me ne fotte degli altri? Aspettano, come ho aspettato io! Ma che modo è di rispondere? Voglio parlare con il titolare. Sceglie proprio delle coglione come bariste.”
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