Cliente mai vista prima.
“Ciao, sono venuta.”
La battutaccia “mi fa piacere per lei, a me non capita dai tempi di Alessandro Magno” sarebbe perfetta ma evito di condividere la mia tragica situazione.
“Buongiorno, mi dica.”
“Eh, sono qui no?”
(E sti c***i non ce li mettiamo cara?)
“Scusi non capisco, le abbiamo telefonato per convocarla?”
“Ma nooooooo, sono venuta a prendere il regalo!”
Aridaje… Ma chi te conosce!
“Guardi, sono in piena attività, non la seguo proprio.”
“Ma come, oggi è la festa dei gatti e sono venuta a prendere i regali per i miei pelosetti.”
E qui, come ricorderete in tante novelle del Diario, il mio neurone pazzerello, ha abbandonato la partita a Tetris coi sui fratelli, ha pigiato il tasto “citazioni dotte anche se alquanto sceme” e mi ha fatto citare una celeberrima pubblicità anni ‘80: “E io chi sono, Babbo Natale eh?”
Con tanto di barba bianca e cappellino regolamentari.
Secondo voi ha capito l’allusione?
Ma manco per il piffero…
Espressione tipica del minus habens clientelaris…
Ed è rimasta lì impalata in attesa del regalo.
Quasi quasi la metto insieme agli altri esemplari nella mia galleria di “statue di cera e non solo.”
Alla prossima (dis)avventura miei miagolanti e festeggiati amici del Diario.