Facevamo orario continuo e si chiudeva alle 19,00, come ogni sera. Sto per tirare giù il portone, dentro c’è già l’ultima cliente della giornata, ferma alla cassa a pagare, mentre io do già una prima occhiata all’orologio pensando a quanto manchi per finire il turno.
Proprio mentre sto chiudendo, vedo arrivare una donna a piedi, di corsa, con un affanno che si sente da lontano.
“Aspetta! Aspetta! Devo prendere una cosa urgente.”
Mi fermo, tengo il portone sollevato quel tanto che basta per farla entrare, mentre nel frattempo l’ultima cliente, quella alla cassa, sta uscendo e la riconosce all’istante.
“Uè Caterina, sei venuta a piedi? Vai, ti aspetto, ti do un passaggio.”
Caterina, ancora col fiato corto, risponde all’amica senza nemmeno fermarsi del tutto.
“Sì, so’ venuta a piedi di corsa, una cosa urgente. Un deodorante ambiente per il bagno.”
L’amica resta ferma sulla porta, di stucco, la guarda per un paio di secondi come se dovesse elaborare l’informazione, poi scuote la testa.
“Cateri’, ma tu si veramente scema, te si fatta na’ corsa a piedi per un deodorante……tornatene a casa a piedi!”
Detto questo, se ne va senza nemmeno aspettare una replica.
Io resto dietro il bancone, con il portone ancora a metà, pensando che quella frase fosse esattamente quello che avevo in testa anche io, solo che a dirla ad alta voce ci ha pensato lei.
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