Ogni tanto è bello ricordare le grandi storie del passato.

Questa risale alla campagna dei libri scolastici del 2015.

Arriva un signore e mi chiede:

“Buongiorno, avete la Divina Commedia del Boccaccio?”

Io, sperando sinceramente che stesse scherzando:

“No, mi spiace, abbiamo solo quella di Dante Alighieri.”

Lui però mi guarda con l’espressione di chi sta per spiegarmi qualcosa che evidentemente io, povero ignorante, non ho mai capito.

“No, guardi, le spiego: quella di Dante è la Commedia, mentre quella del Boccaccio è la Divina Commedia.”

A quel punto decido che non è il caso di combattere una battaglia che la letteratura italiana ha già vinto circa settecento anni fa.

“Mi spiace, non è disponibile!”

“Grazie, cercherò altrove.”

E se ne va.

Dicono che chi cerca trova.

Ma in questo caso non sono così sicuro.