Sono entrato nel supermercato dopo il lavoro perché mi mancavano 3 cose: detersivo, caffè e qualcosa da preparare al volo per cena. Indossavo ancora la polo rossa dell’azienda per cui lavoro, con tanto di logo ricamato sul petto. I dipendenti del supermercato, dettaglio non proprio trascurabile, portavano invece una casacca bordeaux con il nome del negozio stampato in grande sulla schiena.

Sto scegliendo il caffè quando una signora mi raggiunge con un pacco di capsule in mano.

“Queste vanno bene per la macchina che avete in offerta?”

Le rispondo che non ne ho idea e che dovrebbe chiedere a un addetto.

“Infatti lo sto chiedendo a lei.”

Le mostro il logo sulla mia maglietta e le spiego che lavoro per un’azienda completamente diversa. Lei mi guarda, guarda la polo e torna a guardare me.

“Però è rossa.”

Come se in Italia tutte le persone vestite di rosso venissero automaticamente arruolate nei supermercati.

Le indico un dipendente a pochi metri da noi, ma lei non si sposta. Vuole sapere delle capsule, poi mi chiede dove siano i biscotti senza zucchero e infine pretende che controlli se è rimasta una macchina da caffè nera, perchè grigia non le piace.