Quando ero titolare di uno studio fotografico, una signora di mezza età si presentò con una fototessera dentro il portamonete.
“Avrei bisogno di una copia di questa per la carta d’identità.”
“La scansione di una vecchia fototessera non è consentita per un documento di riconoscimento.”
“Lo so, ma non si preoccupi. Me la vedo io.”
A quel punto accetto di riprodurla, avvertendola delle possibili conseguenze. Prendo la fotografia e noto che è sbiadita, stropicciata e ritrae una ragazza molto giovane.
“Signora, guardi che la copia verrebbe piuttosto male. Se questa ragazza è impossibilitata a raggiungere lo studio, posso andare io a fotografarla a domicilio.”
Mi era già capitato di offrire il servizio a persone con difficoltà motorie e pensavo si trattasse di una situazione simile.
Lei mi guarda sorpresa.
“Ma quella sono io!”
Riguardo la foto, poi riguardo lei.
“Mi scusi, ma di quanti anni fa è?”
“Almeno 25 o 30. Ha visto che bella ragazza ero?”
“Ma non può usarla per la carta d’identità. La fotografia deve essere recente e rappresentarla come appare adesso.”
“Oh, insomma, le ho detto che me la vedo io. Me la fa questa copia?”
“Va bene, come vuole.”
Le preparo la riproduzione, lei paga e se ne va. Dopo 2 giorni torna nello studio.
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