Nel bar in cui lavoravo, durante il servizio serale servivamo i clienti da un bancone esterno. Zucchero, dolcificante, resto e tutto il resto rimanevano dentro il locale, anche perché avevamo già avuto diversi piccoli furti.
Arrivano 2 clienti.
“Ciao, mi fai 2 caffè?”
“Buonasera, certo. Li volete zuccherati oppure amari?”
Nessuna risposta.
Ripeto la domanda.
Ignorata per la seconda volta.
“L’acqua come la preferite, liscia o frizzante?”
Ignorata per la terza volta.
Preparo i caffè e, non avendo ricevuto indicazioni, porto 2 bustine di zucchero a parte.
“Noooo! Mi dai il dolcificante?”
Torno dentro, prendo il dolcificante e ritorno al bancone.
Il cliente guarda anche l’acqua.
“Mhhhh, nooo! Me la porti a temperatura ambiente?”
Torno nel locale, cambio l’acqua e, prima di fare nuovamente il tragitto, provo almeno a risolvere in anticipo la questione del pagamento.
“Sono 1,80 €. Mi dice se le serve il resto, così lo porto già con me?”
Ignorata per la quarta volta.
Consegno l’acqua a temperatura ambiente. Il cliente tira fuori una banconota da 20 €.
Ovviamente.
Rientro un’altra volta, preparo il resto e torno al bancone. A quel punto chiedo se serva qualcos’altro, perché ormai tanto valeva completare il pellegrinaggio.
“No, no, siamo a posto.”
Per 2 caffè ho fatto praticamente la Salerno-Reggio Calabria a piedi. L’unica cosa che non ha mai percorso nemmeno mezzo metro è stata una risposta.
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