Accaduto qualche giorno fa in gioielleria.

Arriva una signora tra i cinquanta e i sessant’anni che chiede di vendere alcuni oggetti d’oro in cambio di contanti.

Durante l’operazione comincia a raccontarci che questo è un periodo difficile, che ormai la vita costa sempre di più e che lei ha deciso di vendere parte del suo oro per aiutare il figlio, che in questo momento ha bisogno di una mano.

Fin qui tutto bene.

Anzi, le sue parole ci toccano, perché non è mai piacevole vedere qualcuno costretto a separarsi dai propri oggetti preziosi per aiutare un figlio. Io e la mia collega proviamo grande rispetto per il suo sacrificio e continuiamo il nostro lavoro con una certa delicatezza.

Poi la signora aggiunge che il figlio, poverino, ha appena dovuto traslocare e adesso lei vende l’oro per aiutarlo con la piscina.

Io e la mia collega ci guardiamo.

Piscina?

Per un attimo pensiamo di aver capito male. Magari si tratta di spese condominiali inevitabili, qualche lavoro straordinario in un residence, una situazione del genere.

Chiediamo spiegazioni.