Sono in fila alla cassa di un supermercato. Davanti a me una cliente ha già disposto tutta la spesa sul nastro, ma sta parlando al telefono a voce abbastanza alta da permettere anche al reparto surgelati di seguire la conversazione.

“Chiedi alla Maria se le serve qualcos’altro.”

Il cassiere aspetta con un prodotto in mano. Anche noi aspettiamo.

“Sei sicuro? Guarda bene.”

Dall’altra parte arriva evidentemente una nuova richiesta. La signora abbandona il carrello accanto alla cassa e torna tra le corsie senza dire nulla.

Il cassiere non può iniziare il conto, perché lei potrebbe tornare con altri articoli da pesare o aggiungere alla spesa già distesa sul nastro. La fila intanto si allunga.

Dopo qualche minuto ricompare con 2 prodotti, li appoggia davanti agli altri e riprende la telefonata.

“Altro? Chiedi anche per il bagno.”

Nuova attesa. La signora si gira di nuovo verso le corsie.

A quel punto intervengo.

“Signora, se deve continuare a prendere prodotti, dovrebbe liberare la cassa. Può completare la spesa e poi rimettersi in fila.”

Lei mi guarda come se avessi proposto una soluzione totalmente irragionevole.

“Beh, allora passi lei.”

Sul nastro ci sono ancora tutti i suoi articoli, dal detersivo allo yogurt. Il cassiere la osserva basito e noi dietro non abbiamo materialmente lo spazio per avanzare.