Sto aiutando mia cugina nella sua pasticceria quando entra una signora intenzionata a prenotare una torta. Fin qui tutto normale, almeno finché non ci spiega per chi dovrebbe essere.
“Sa, mio figlio si è messo con una di quelle…”
Una di quelle, scopriamo poco dopo, significa una ragazza vegana.
Lasciamo perdere la presentazione e le mostriamo le 4 torte vegane disponibili nel nostro menù, spiegandole gusti, farciture e possibili modifiche. Dopo ogni proposta, però, la risposta è sempre la stessa.
“Non lo so.”
Pensando che abbia paura di ritrovarsi con una torta triste e immangiabile, le offriamo una fetta di foresta nera vegana che abbiamo in vetrina. La assaggia, cambia immediatamente espressione e finalmente sembra convinta.
“Oh, questa sì che è buonissima. Potete farmela vegana?”
“Signora, quella che ha appena assaggiato è già vegana.”
“No, non lo è. C’è la panna.”
“È panna vegetale.”
“La panna vegetale non esiste.”
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