Il primo giorno dopo le ferie riapro il mio negozio di prodotti senza glutine. Non faccio in tempo a sistemare tutto che entra una coppia di clienti abituali.

La moglie indica il marito.

“Finalmente avete riaperto! Durante le vacanze questo qui stava morendo di fame.”

Lui conferma e comincia a ordinare: pane, supplì, dolci e una porzione di lasagna. Dopo tanti giorni di chiusura sembra intenzionato a recuperare ogni pasto perduto.

Preparo tutto e comunico il totale.

L’uomo guarda il conto.

“Avete aumentato i prezzi?”

“Sì, leggermente. Erano rimasti invariati per 2 anni, ma sono aumentati ingredienti, utenze e forniture.”

La moglie interviene subito.

“Come se prima fossero bassi! Un supplì costa 1,20 € e una torta addirittura 24 € al chilo. Vi state arricchendo alle nostre spalle.”

Le ricordo che prepariamo tutto artigianalmente e che le materie prime senza glutine hanno costi elevati. Lei, però, continua a fare i conti sui miei presunti guadagni.

A quel punto decido di confessare.