Entrano nel mio laboratorio informatico. Harry Styles di sottofondo, con la sua Sign Of The Times.
Lei con una mise striminzita, maglia aderente tipo seconda pelle, forme generose, pantaloncino di jeans esageratamente stretto, mi allunga il suo smartphone, lo schermo devastato come solo una quindicenne è in grado di fare.
Retro del telefono letteralmente inesistente, schermo totalmente incrinato.
L’apparecchio non è più in grado di rispondere al tocco delle dita.
La accompagna il padre, impettito con un abito formale. Camicia, giacca e cravatta d’ordinanza. Uomo certo dalle condizioni certe.
Lui mi chiede, con tono fermo e severo: “Cosa si può fare?”
È necessaria la sostituzione dello schermo. “Resta un ottimo apparecchio. Sostituendo il display ripristiniamo la sua naturale funzionalità salvaguardando i dati e il contenuto. Avete un backup dei dati? Sul computer o sul cloud?”
Ascoltando la mia ultima domanda il viso della ragazza appare terrorizzato, una maschera di sgomento.