Avendo una libreria, di strafalcioni ne sento parecchi.

Anzi, a volte non ci faccio nemmeno caso. Capisco benissimo che non tutti ricordino nomi, autori e titoli alla perfezione.

Però ogni tanto capita quello che ti lascia davvero senza parole.

Entra un ragazzo.

“Buongiorno, do un’occhiata.”

“Prego, faccia pure.”

Passa quasi mezz’ora a girare tra gli scaffali, prende libri, li rimette a posto, legge quarte di copertina, osserva le novità.

Poi arriva al banco.

“Ma avete solo questi libri?”

“Beh sì, siamo una piccola libreria, purtroppo lo spazio è quello che è.”

Lui annuisce, come se avesse appena scoperto un grave problema organizzativo.

Poi parte con la richiesta.

“Allora immagino che non avete… Iokaimo… Iosci… Ioco… insomma, quell’autore coreano che scrive roba strana.”

Resto un attimo perplessa.

“Mi sa dire un titolo?”

“No.”

“Un libro che ha scritto?”

“No.”

“Qualcosa della trama?”

“No, niente.”

“E allora come faccio a capire chi cerca?”

“Eh, piace alla mia ragazza.”