Lavoro in una cartolibreria. Mattinata tranquilla, un po’ di clienti che entrano ed escono per quaderni, penne e fotocopie. A un certo punto si avvicina una signora, aria risoluta:

“Mi scusi, può stamparmi un racconto da internet?”

Io: “Che tipo di racconto? Una fiaba?”

Lei, con la serenità di chi ti chiede un caffè al bar:
“Mah, non saprei… è uguale, vedi tu. Mi serve per mia nipote.”

Provo a scavare:
“Quanti anni ha la bambina? Così almeno capisco il grado di difficoltà…”

“Ha dieci anni, va in quinta elementare. È il racconto che hanno letto ieri in classe. Ha dimenticato il libro a scuola e vorrei farglielo leggere prima che entri in classe.”

Ah, ecco. Quindi non “un racconto qualsiasi”, ma proprio quel racconto specifico.