Cartoleria.
Un giorno entra un cliente alla ricerca di un biglietto da allegare a un mazzo di fiori.
“Scusa, hai un biglietto d’auguri generico?”
“Se vuole, ho dei biglietti in bianco, così può scriverci quello che preferisce.”
“No, ma non ho voglia di scrivere io. Volevo che avesse già qualcosa scritto sopra.”
Gli mostro allora quelli che abbiamo già stampati.
“I biglietti con le scritte sono divisi per ricorrenza: compleanni, cresime, comunioni, anniversari… Per quale occasione le serve?”
“No, no, io lo volevo generico.”
Cerco di venirgli incontro e gli faccio vedere un altro espositore.
“Guardi, qui ci sono dei biglietti con immagini e decorazioni varie, ma senza riferimenti a una ricorrenza precisa.”
Lui ne prende uno, lo apre, lo guarda e me lo restituisce.
“No, ma questo è senza scritte.”
“Esatto, perché prima mi ha detto che lo voleva generico.”
“Sì, però non lo voglio in bianco. Deve esserci già una frase.”
“Allora dobbiamo capire almeno che cosa dovrebbe dire questa frase.”
16 Agosto, 2021 alle 1:00 pm
Direttamente dal paese delle meraviglie. Buon non-compleanno dal cappellaio matto.